CasaBIRROZZA approda a Lecce

Dopo il successo del primo locale a Leverano, l’agronomo Carlo Paladini apre la pucceria salentina casaBIRROZZA anche nel cuore pulsante del capoluogo leccese.

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A due anni dall’apertura della prima pucceria salentina a km zero, CasaBIRROZZA, a Leverano (Lecce), l’agronomo Carlo Paladini, titolare dell’azienda agricola lu sciarabbà e del brand di birra artigianale BIRROZZA, ha aperto la seconda location a Lecce in via Taranto n. 3, nel cuore della città. "Forti del successo riscosso a Leverano, molti clienti hanno manifestato il proprio desiderio di gustare i nostri prodotti anche a Lecce. Abbiamo così deciso di puntare sulla nuova zona dell’Obelisco vicina a Porta Napoli, che è uno degli ingressi al centro storico, comodo soprattutto per la presenza di parcheggi. Si tratta di un’area dove l’affluenza di potenziali clienti è alta per la vicinanza sia a molte facoltà universitarie, sia ad enti pubblici e privati come le Poste, l’Agenzia delle Entrate, etc. – dichiara Carlo Paladini -. Accoglieremo studenti e lavoratori tutti i giorni, dalle 12:00 alle 15:00 e dalle 18:00 a mezzanotte (eccetto la domenica, in cui apriamo solo dal pomeriggio) con il menu che proponiamo a Leverano, accuratamente ampliato. Ultimamente la zona si è animata molto anche in orari serali (per aperitivo e cena) perché qui confluisce gran parte della movida cittadina”.

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Se a Leverano le pucce ricordano i diversi caratteri delle donne (Stilosa, Permalosa, Birichina, etc.) a Lecce avremo la Fuori sede, la 30 e lode, la Puccia del Professore e tante altre novità legate al mondo accademico. Le pucce sono realizzate sia con farine tradizionali (grano duro e semola) sia alternative (grano arso, Senatore Cappelli, curcuma, alghe), altamente digeribili per la lievitazione minima di 72 ore e farcite al momento. Oltre alle pucce, a casaBIRROZZA si troveranno sfiziose insalate da comporre al momento, prodotti e piatti tipici come la carne e il polpo alla pignata cucinati alla “tuttu paru”, il capocollo di Martina Franca Presidio Slow Food, le bombette di Martina Franca, le cime di rapa “’nfucate”, le fave con cicorie e i pomodori “scattariciati”. Prodotti da gustare comodamente seduti nel locale oppure da asporto

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Le storiche cementine salentine e il bancone a vista sono pronti ad accogliere ingredienti a km zero dell’azienda agricola lu sciarabbà (ortaggi e verdure) e di altre realtà a km zero (sott’olio, salumi, formaggi), assieme alla birra artigianale 100% salentina BIRROZZA che è ormai leader di mercato, dopo ben dieci anni di vita.
Qualche anno fa, Carlo Paladini dichiarava: «Noi amanti della BIRROZZA spesso guardiamo il mondo a rovescio, ripudiamo preconcetti, siamo anticonformisti. Ci piace provare e sperimentare continuamente cose nuove, lasciando spazio a quella creatività giovanile che dà libertà a ogni essere umano». Una filosofia che è stata di buon auspicio per la prima apertura di CasaBIRROZZA. E se non c’è due senza tre… collaboratori e amici scommettono già sulla prossima città (Bari, Polignano a Mare, Trani, Milano, Torino, Roma, etc.).
Lo sapremo solo seguendo l’eclettico Carlo sui social media e, nel frattempo, scoprendo quali mix di bontà gastronomiche sono racchiusi nelle nuove pucce.

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Jewish Museum Lecce

Il Museo Ebraico di Lecce è nato nel maggio del 2016 dall’iniziativa di cinque imprenditori locali, in collaborazione con docenti dell’Università del Salento, con l’obiettivo di riportare alla luce la storia del Salento ebraico a beneficio dei visitatori locali e stranieri. La sua realizzazione è stata resa possibile soprattutto grazie al contributo del Prof. Fabrizio Lelli (Lingua e letteratura ebraica, Università del Salento), attuale Direttore del Museo.

di Barbara Andreetti

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Il Museo ebraico è sede permanente della mostra Sotto il Barocco: un viaggio alla scoperta della Lecce ebraica medievale. Il sito su cui sorge il Museo è il fulcro dell’antico quartiere ebraico, luogo dove un tempo risiedeva la sinagoga quattrocentesca, la cui presenza è confermata dall’esistenza dell’attuale “Via della Sinagoga” che giunge fino alla Basilica di Santa Croce.
La comunità ebraica era ben inserita nel Salento fino al momento in cui si aprì un doloroso periodo di persecuzioni contro gli ebrei, che portò alla definitiva cacciata di questa comunità dal Salento. A Lecce, la giudecca è presa d’assalto già nel 1463, ma gli episodi più violenti si verificano nel 1495, quando anche la sinagoga fu data alle fiamme e gli ebrei cacciati e spogliati dei propri averi.

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L’attuale edificio, sito tra Vico della Saponea e Via Umberto I, è pregevole per la sua architettura e per la sua storia. Nel percorso di visita si osservano le vasche forse un tempo utilizzate per le abluzioni rituali (mikwa’ot), il vano dello stipite di una porta in cui era alloggiata una mezuzà e i resti dell’edificio ecclesiale il cui perimetro è sostanzialmente lo stesso della preesistente sinagoga.
Il Museo si caratterizza come un luogo di incontro, di cultura e di dialogo e si propone come punto di riferimento per scoprire le tradizioni e la storia della comunità ebraica vissuta a Lecce nel tardo Medioevo, ma soprattutto per valorizzare il patrimonio culturale ebraico e il suo apporto alla cultura occidentale. In esso si ricostruisce, inoltre, uno dei tasselli del mosaico di culture della Lecce medievale e si restituisce significato al luogo simbolo della giudecca medievale.Tra le proprie finalità, il Museo intende sviluppare i valori della solidarietà umana, della tolleranza e dell’accoglienza in un’ottica di dialogo e rispetto reciproco. In tale ottica, diverse sono state le iniziative culturali promosse dal Museo Ebraico di Lecce nel corso dei suoi primi tre anni di vita (mostre, spettacoli, seminari, presentazioni di libri). Numerose attività sono rivolte alle scuole del territorio. Si segnala, in particolare, la pubblicazione della Guida al Salento ebraico di F. Ghio e F. Lelli (Lecce, Capone editore, 2018). Il prodotto editoriale è disponibile al momento in lingua italiana ed è in corso di realizzazione una versione inglese. La Guida descrive il Museo di Lecce e il Museo dell’Accoglienza e della Memoria di Santa Maria al Bagno e propone cinque itinerari tematici nel territorio salentino, finalizzati alla ricerca e al recupero delle labili tracce, dirette ed indirette, lasciate dalle comunità ebraiche dall’età romana fino ai giorni nostri.

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Lo scorso 27 gennaio 2019, in occasione della Giornata della Memoria, nell’ambito del progetto La giudecca si illumina sono state inaugurate le nuove targhe toponomastiche in italiano e ebraico all’interno dell’antico quartiere ebraico di Lecce, alla presenza delle autorità locali.
Testimonianza dell’importanza del Museo Ebraico di Lecce, in quanto centro culturale e spazio di una “memoria” che deve essere conservata, è stata la grande affluenza in occasione delle Giornate FAI d’Autunno 2019 che ha superato le mille presenze.
Il comitato scientifico è così composto:
- Prof. Paul Arthur (Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici "Dinu Adamesteanu" e docente di Archeologia medievale, Università del Salento);
- Arch. Fabrizio Ghio (Architetto e archeologo);
- Prof. David Katan (Lingua e traduzione inglese, Università del Salento);
- Prof. Fabrizio Lelli (Lingua e letteratura ebraica, Università del Salento).

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• Dal 26 giugno al 31 ottobre 2019 è possibile visitare, all’interno del museo, la mostra La vita è una fiaba: l’arte di Emanuele Luzzati, noto scenografo, animatore e illustratore italiano che, con la sua arte, racconta le feste, la vita e le tradizioni del mondo ebraico.
• Dal 22 settembre al 31 ottobre 2019 il Museo Ebraico di Lecce ospita la mostra Il sogno nella Bibbia: un percorso per testi e immagini, inaugurata in occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica, con opere a stampa e dipinti eseguiti tra il XVI e il XIX secolo.
Visite guidate private disponibili tutti i giorni su prenotazione.
Visite guidate per le scuole su prenotazione.

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ORARI DI APERTURA
Lunedì – Venerdì 10:00-13:30 / 15:00-19:00
Domenica 10:30 / 13:30
Sabato chiuso

CONTATTI
Museo Ebraico - Jewish Museum Lecce
Via Umberto I, 9 - 73100 Lecce (LE)
+39 0832 247016
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Direttore: Prof. Fabrizio Lelli
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Il sapere del campagnolo, l'animo del verseggiatore: come lirici sonetti in rima, i piatti tipici salentini “composti” dall’osteria Il Poeta Contadino

Incastonata nel cuore del centro storico della meravigliosa Lecce, l’indiscussa eccellenza ristorativa Il Poeta Contadino, da ormai 4 anni, trasfigura in lirici versetti gergali tutti i colori, gli odori ed i sapori della tipica cucina salentina, di mare e di terra, dilettando turisti ed ospiti habitué con piatti “contadini” gourmet di grande mestiere, dall’epica aria cavalleresca e retoriche metriche, metafore ed assonanze come raffinatezza, bellezza e fantasia creatrice.

di Debora Sergio

 

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Nel signorile e suggestivo rustico d’ambientazione a corte, dalle arcate medioevali in pietra viva e gli imponenti muri in selce in puro stile caratteristico, recuperato da un’accuratissima ristrutturazione dell’originaria dimora di residenza cittadina, l'accogliente fascino della memoria appetente di tradizione verseggia con la forte sensibilità e profonda tensione ideale di un “rimatore rurale” che, col suo sapere campagnolo e l'animo vate da cantore, traduce in brillante prosa gli allegorici piatti d'ispirazione tipica dell'antica cucina locale con un’ode di estrosità che versifica su popolari sfumature e innovativi contasti, rendendo ogni piatto un “aulico componimento” contemporaneo originale, moderno ed unico.
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Secondo un solerte poema agreste ma romantico, dalle allitterazioni barocche ma sinfoniche, capace di vincere il tempo, l’Osteria Il Poeta Contadino, egregiamente avvalorato dai giovanissimi ma di già grande esperienza Stefano Quarta e Stefano Melissano, fa rivivere e risorgere, con le nuove metriche, metafore ed assonanze di raffinatezza, bellezza e fantasia creatrice, la storia più autentica della tavola salentina di una volta, ascrivendo un menù verseggiato in lirici sonetti inneggianti la straordinaria semplicità delle ricette del passato osannata oggi con grande esperienza e maestrale abilità d’esplorazione e rivisitazione, nonché particolare cura e minuziosa attenzione al dettaglio.
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Recita come un carme di passione e d’amore il menù gourmet di folclore e non solo dell’osteria Il Poeta Contadino che, come una vera e propria dichiarazione d’amore alla sua terra natìa e i suoi frutti, rigorosamente a km0, coltivati presso l’omonimo agriturismo con alloggi accoglienti ed esclusivi sito al Km 7 sulla Lecce-San Cataldo- Lepore, infonde nelle sue odi personalizzazioni insolite e speciali varianti interpretative
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Odi esclusivamente designate all’unisono da una fine ed evoluta rinnovata identità perfettamente armonizzata col territorio, sempre al passo con la natura e nel pieno rispetto del ritmo della stagionalità delle sue materie prime, sempre fresche e di importante qualità.  

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Al contempo, in quei cieli confortevoli e affascinanti, l’accoglienza di turisti ed habitué è cordiale e famigliare; mentre nelle arie in rima composte dall’osteria Il Poeta Contadino, glorificano gioiose semplicità e ricchezza, combinazioni e sfumature, tradizione ed estro, contrasti ed analogie, eleganza e sostanza al tempo stesso, per un delizioso risveglio dei sensi.

Osteria Il Poeta Contadino
Piazzetta Castromediano, 12 - Lecce
Tel. : 392 540 2344

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A Lecce, la vera arte pasticcera e gastronomica della Sicilia Bedda e antica con “Timea”: parola d’onore!

Dopo 2 anni di test e sperimentazioni attraverso fiere e mercatini street food sul territorio, sbarca nel capoluogo salentino, tutta l'esperienza e la briosa tradizione dolciaria e culinaria artigianale siciliana. A conduzione familiare, la nuova Pasticceria Gastronomia Timea rappresenta già in città un colorato angolo di relax e gusto dove assaporare le inconfondibili specialità dell’isola trinacria con i suoi inimitabili sapori tipici, ormai famosi in tutto il mondo.
di Debora Sergio

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Sotto l’imponente sguardo storico dei fasti lucenti del Castello Carlo V, un profluvio nuovo, straordinario, inaudito prima d’oggi a Lecce, fatto di colori e profumi avvolgenti, luci, sapori, tratti, grafie e lineamenti incantatori di tradizione tipica siciliana, pervade da circa un mese l’aria delle strade a ridosso del centro storico di una festosa delizia “assuppata” di tutti i contorni e le unicità armoniche tipiche della tradizione storica culinaria della Sicilia bedda: fresca fresca d’apertura, la nuova Pasticceria Gastronomia Timea, con le sue specialità dolci e salate, propone le vere e proprie, uniche, originali ed inconfondibili gourmandises caratteristiche sicane che, conquistando i salentini sin dal primo assaggio, ritrae già in così poco tempo un angolo rinomato delle eccellenze pasticcere e gastronomiche di appartenenza.
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Rispettando appieno la sua storia di gusto e tradizione e garantendo sempre la produzione artigianale con grande maestria di prodotti eccellenti con l'uso esclusivo di materie prime di qualità originarie del luogo, la “duci” e “salatu” boutique Timea ha ogni giorno a cuore di “ìnchiri”, con passione e finezza, le sue invitanti vetrine in pieno stile siciliano con un vasto assortimento di pasticceria fresca e secca, pezzi di rosticceria e ghiottonerie di gastronomia sia tipica che nazionale, pronto a conquistare ogni palato, anche il più esigente.

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“Padrino” di casa, con oltre 40 anni di esperienza nel settore, il catanese doc Maurizio Santangelo che, dopo aver constatato diverse similitudini ed affinità nell’arte dell’accoglienza, nei costumi e nei modi di pensare e quindi nelle abitudini anche “mangerecce” tra le due città, grazie alla partecipazione attiva dal 2016 in mercatini e fiere street food nel Salento, ha deciso di “purtari” tutta la Sicilia bedda, coi suoi profumi e i suoi sapori più esclusivi, in un piccolo contemporaneo angolo di Lecce, a ridosso del centro storico, ingentilito da peculiari maioliche a muro di cui Sciacca vanta una nota produzione, così come la lavorazione della lava nella zona dell’Etna, dei tappeti nel trapanese e nelle Eolie dell’ossidiana, un vetro vulcanico.
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Siculo per antonomasia, nipote d’arte di uno dei più storici artigiani di “rattate” del paese, nato e cresciuto col mestiere del nonno sotto gli occhi e nel cuore, l’allora ancora picciotto di soli 7 anni Maurizio Santangelo iniziò a seguirne pian piano le orme, imparando, a suon di randellate nelle mani e di “marranzanu” nell’aria rintronante per scacciare via i pensieri di un’adolescenza fatta soprattutto di stenti e tanti sacrifici, tutti i trucchi di quell’arte così antica quanto preziosissima per il suo futuro, diventando così col tempo un grande maestro di granite e pasticceria di tradizione dedito a portare con grande dedizione e passione la sua professione e professionalità “fori” Catania finchè, dopo la precedente e fortunatissima avventura di qualche anno fa a Ferrara, da vita oggi a Lecce all’appena nata, intitolata e dedicata alla figlioletta, Pasticceria Timea, in greco antico “onore”, parola emblema per ogni siciliano che si rispetti, simbolo imprescindibile di stima, rispettabilità, orgoglio, dignità ed onestà, perché <<se togli l’onore in Sicilia hai tolto tutto>> - MS -.
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E così, ecco che oggi, quel carattere forte ma temperato, vitale e “colorato”, vulcanico, bizzarro come folcloristico di quel “caruso” ritrae alla perfezione, nelle sue paste dolci e manicaretti salati, la personalità ed il mood della sua Sicilia, tutta la caratteristica ed unica magma della sua raggiante terra d’origine che, dal clima mediterraneo secco ed il suolo fiorito, cullato dal mare ribollente, misto agli odori delle arance, dei capperi e dei fichi maturi e le mandorle amare, dell’alga seccata al sole e dei gelsomini che si sfaldano sulle arse coste, è un museo di architettura naturale e monumentale di paesaggi bellissimi e pietra lavica, decorativismi gioiosi di barocco siciliano ed accese scene cromatiche di vigne di malvasia, marsala, zibibbo e nero d’avola incredibili che glorificano l’anima.
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Oltre ai tradizionali prodotti tipici siciliani più celebri, preparati a regola d’arte in versione creativa o classica, come granite; gelati e spremute nei gusti siculi più propri; la cassata vecchia maniera di pan di spagna, con ricotta, senza zuccheri e senza pasta reale; la sfincia di San Giuseppe; i dolci di mandorla e fichi, gli amaretti, i torroncini ed il panettone nel periodo invernale; il marzapane e il panzerotto, simile al pasticciotto leccese; i baci catanesi; la raviola fritta (o al forno) con la ricotta; la brioches “cu u tuppu” e gli immancabili cannoli siciliani, dalla sfoglia sottile e fragrante, farciti al momento con la tradizionale ricotta di pecora e con granella di cioccolato di Modica, di pistacchi di Bronte o scorza di arancia candita, per una full immersion top; Timea propone anche, con la massima cura per il dettaglio e grande disponibilità del personale, un buonissimo assortimento di salato tipico, come antica tradizione vuole con un mix di pasta pizza e pasta brioche, di arancini, panelle, sfincione e busiate, nonché una ricca e gustosa scelta di pasticceria italiana artigianale da buffet sempre fresca e di torte classiche o personalizzate con brio ed estro per compleanni e cerimonie come l’esclusiva foresta nera con panna e cioccolata e la torta con piscina, effettuando su richiesta un efficiente servizio di consegna a domicilio ed un preciso e impeccabile servizio catering per eventi.

Pasticceria Timea
Via XXV Luglio, 45 Lecce
Tel: 3806582533
www.timeapasticceriagastronomiasiciliana.it 

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L’amore per la terra d’origine, l’energia vitale del sole nel cuore; l’austero sano rigore e la generosità della campagna salentina nel dna: a Copertino, 3 fratelli “coltivano” le loro “radici” e i loro sogni lungo i “solchi” della tradizione famigliare

Cresciuti da sempre nella natura, 3 giovanissimi studenti salentini portano avanti con grande passione e dedizione il valore autentico delle proprie origini e tutto l’amore, tramandato in primis dal nonno e poi dal padre, per la terra salentina, l’agricoltura ed i suoi frutti: a conduzione famigliare, l’azienda SGF Casole, giunta alla terza generazione con i figli Giovanni, Francesco e la primogenita nonché odierna titolare Sofia, si occupa da oltre 50 anni della coltura di piantagioni a frutto ed orticole nel massimo rispetto dell’ambiente, assecondando il naturale ciclo delle stagioni.

di Debora Sergio

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In questa terra baciata dal sole, felpata d’inverno e rovente in estate, perciò sempre ardente di sentimento, nelle pianure dell’alto Salento, tra selvaggi angoli fecondi di macchia mediterranea e secolari querceti ed uliveti, i campi regnanti nell’agro di Copertino e Nardò dell’Azienda agricola SGF Casole, coltivati a frutto ed ortaggi, fanno da florido ponte rurale ai due mari, mentre intorno abbandonate pagghiare e bianche file di muretti a secco costeggiano poderosi strati di terra ora corvina ora rossa.

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È in questo straordinario paesaggio agreste della zona pianeggiante della penisola salentina, nel distretto di provincia dei 2 lotti periferici a Nord di Lecce, dove si estendono infinite su circa 42 ettari totali, le coltivazioni di fruttifere e verdure di proprietà oltre cinquantennale della famiglia Russo, che sono nati e cresciuti 3 fratelli, Sofia, Giovanni e Francesco, condividendo sin da piccoli, nel cuore e nel dna, la stessa passione, amalgama, sensibilità ed amore per la propria terra d’origine, la bontà e la prosperità delle loro campagne, la voglia e l’aspirazione di portare avanti, consolidare ed accrescere sempre più l’attività consanguinea lasciata in eredità prima dal nonno ed ora dal padre Giuseppe che la rilevò dopo la maturità nel 1989.

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Ed è proprio lungo quei “solchi” ricevuti in lascito, preziosissimi, arati, zappati e seminati negli anni, tutti i giorni con una dedizione e costanza estreme, come una profonda vocazione, fatti non solo di colture e piantagioni, ma anche e soprattutto di dottrine ed insegnamenti, che quei 3 bambini, oggi 3 giovanissimi studenti, continuano a coltivare le loro “radici” ed i loro sogni nel ramo dell’agricoltura secondo la più antica ed autentica tradizione famigliare, proprio come gli è stato tramandato, rappresentando così ad oggi un’importante eccellenza locale tra le più importanti del settore orticolo salentino nella produzione di frutta ed ortaggi tipici del territorio.

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Operando nel massimo rispetto dell’ambiente secondo le istituzionali vigenti normative, utilizzando solo se necessario esclusivamente fertilizzanti e trattamenti parassitari certificati dall’Unione Europea, l’azienda agricola SGF Casole, a conduzione famigliare con l’amorevole supervisione del padre Giuseppe, capitanata dal 2016 dalla primogenita Sofia, laureanda in agraria all’Università Cattolica di Piacenza, che segue anche la parte amministrativa dell’azienda, e diretta nei lavori, oltre che nella gestione ed il controllo dei mezzi e dei macchinari dal fratello mezzano Giovanni, diplomatosi quest’anno come perito agrario, è specializzata nella produzione di verdure ed ortaggi in serra e in pieno campo, assecondando il naturale ciclo delle stagioni, con una spiccata preferenza anche per la coltivazione vitivinicola ed olivicola di qualità.

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Cultivar principale della SGF Casole per il conferimento a privati per la sua spremitura fino all’oro giallo indiscusso del Salento è l’oliva Cellina di Nardò; mentre le varietà di vigneti cui si dedica, destinate alle più rinomate cantine del territorio per la trasformazione nel brioso bacco degli dei sono al 70% Negramaro (autoctono locale caldo, armonioso con aromi fruttati, tannini e acidità equilibrati) e al 30% Montepulciano (asciutto ed equilibrato, persistente, con possibile sentore di legno).

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Vengono invece conferite dalla SGF Casole, dopo essere raccolte e selezionate, ogni giorno, con cadenza di 2 o 3 giorni, a seconda del tipo di ortaggio, esclusivamente manualmente, con meticolosa cura da suoi sapienti “braccianti”, circa 20 maestranze tra donne e uomini, secondo i canoni ed i ranges richiesti in termini di grandezza, colore e lucentezza del frutto, alla cooperativa San Rocco tutti gli ortaggi freschi coltivati nei loro campi quali melanzane, zucchine col fiore, caroselli, peperoni cornetti (i cosiddetti friggiteddhri), i fagiolini in stelo dall’occhio nano e le mini angurie, delle quali è proprio la SGF Casole ad occuparsi anche dell’innesto.

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Il prossimo inverno, per la SGF Casole sarà premura e sfida avanguardistica alle possibili intemperie climatiche, sempre con un occhio di riguardo per madre natura ed il suo biosistema, così da garantire il massimo rendimento negli standard della qualità e delle caratteristiche organolettiche dei diversi prodotti, tentare la piantagione e la coltura anche di cavolfiori, finocchi, cicorie e zucchine in serra in modo da arginare i fenomeni atmosferici avversi.

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